2015

febbraio 25 2015, 0 Comments

In occasione del grande appuntamento internazionale delle Giornate Europee dei Mestieri d’Arte (27-29 marzo 2015), posto annualmente sotto l’egida dell’Institut National des Métiers d’Art in network con Parigi, Ginevra, Milano e altre città europee, la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte svilupperà dal 27 al 30 marzo un programma di appuntamenti culturali dedicati all’artigianato artistico e alle arti applicate, in collaborazione con altri partner milanesi Tutte le iniziative sono rese possibili grazie al prezioso sostegno di Vacheron Constantin, partner ufficiale delle Giornate Europee. La più antica Maison ginevrina di Alta Orologeria, ancora una volta a fianco della Fondazione Cologni, da sempre sostiene e promuove i mestieri d’arte nel mondo perché strettamente legati alla sua storia, che unisce tradizione artigianale e innovazione creativa. Il tema scelto quest’anno da Parigi è “i territori dell’innovazione”.

Intrecci. Persone, luoghi e piante della cesteria italiana

La mostra Intrecci. Persone, luoghi e piante della cesteria italiana è un viaggio in Italia attraverso alcune delle più particolari botteghe di cestai.
Nella sua semplicità, il cesto è una delle massime espressioni della capacità elaborativa della mente umana. L’arte dell’intreccio è l’acquisizione tecnica più antica e più diffusa del mondo, e per i popoli legati alla terra (dal neolitico fino ai contadini odierni), i manufatti intrecciati sono veri e propri attrezzi.
Dietro a un canestro c’è la storia di un territorio, delle sue risorse, delle genti che lo hanno vissuto, dei mestieri che vi si praticavano.
Il progetto espositivo nasce dalla collaborazione tra Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e Segno italiano® in occasione delle Giornate Europee dei Mestieri d’Arte 2015, grazie al sostegno di Vacheron Constantin.
L’allestimento è stato pensato per valorizzare l’archetipo: 8 totem come identità narrative di alcune Regioni d’Italia che diventano veri e propri personaggi, capaci di raccontare una breve storia fatta di tecnica, paesaggi e fibre vegetali.
Si vuole andare al di là dello stereotipo, quindi usare il passato non come serbatoio ma come terreno da riscoprire, in termini di stimolo, ispirazione e creatività. Salvaguardia di un patrimonio che viene dal passato, attraverso il fare di mani artigiane.
Questi totem sono realizzati con le materie e le fibre naturali presenti nell’ambiente in cui il cestaio vive e opera, in alcuni casi coltivate rispettando le biodiversità locali.
La mostra vuole essere anche un tentativo di fare sistema tra comunità produttive locali che si possano così misurare con prospettive a più ampio respiro: raccontarsi e scambiarsi tecniche e opinioni per immaginare un nuovo scenario legato all’intreccio, rielaborando le proprie esperienze.
Un tavolo fa da supporto per il racconto didascalico del cesto, la cui forma rappresenta il significato stesso dell’oggetto, contenitore per depositarvi l’occorrente di una buona massaia.
Un breve video documentario racconta attraverso immagini la tecnica e i luoghi di provenienza delle ceste.


Dal 27 al 30 Marzo 2015
ore 10:00–19:00
Museo Bagatti Valsecchi
Via Gesù 5, Milano

www.segnoitaliano.it

 


Botteghe aperte, la maestria svelata

Le Giornate Europee dei Mestieri d’Arte prevedono fra le azioni più significative sul territorio dei Paesi coinvolti la visita agli atelier dei maestri artigiani, eccezionalmente aperti in queste date per consentire al pubblico di conoscere da vicino i contesti del saper fare di eccellenza.
A Milano, la Fondazione Cologni e l’Associazione 5VIE art+design invitano i cittadini ad ammirare i luoghi di Milano dove i maestri lavorano, o dove i prodotti creati dai più grandi artigiani vengono selezionati e proposti. In sinergia con quanto accade in tutta Europa, anche a Milano in questo weekend è possibile visitare molte botteghe artigiane e atelier dei maestri d’arte nella storica zona del centro di Milano conosciuta come “Cinque Vie”, tra Corso Magenta, Via Santa Marta e la Darsena.
Hanno aderito a questo itinerario virtuoso una trentina di atelier artigiani, che compongono un mosaico dell’eccellenza milanese in quest’area, e che rappresentano molti dei mestieri d’arte più significativi e storicamente radicati: dalla gioielleria alla pelletteria alla lavorazione dei metalli, dalla ceramica al decoro al restauro, dalla legatoria alla sartoria al ricamo, fino alle pipe. Ma alla tradizione portata avanti nel segno del saper fare queste botteghe spesso coniugano la cultura del progetto e l’attenzione al design e non mancano le realtà più all’avanguardia. È il caso di The FabLab: Make in Milano che, col sostegno della Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri, propone un approccio contemporaneo al “saper fare” grazie ad un laboratorio di progettazione condivisa e fabbricazione digitale in cui antichi saperi artigianali e innovazione tecnologica si mescolano per creare qualcosa di nuovo e di rivoluzionario che ci piace definire “bottega 2.0”.

28 Marzo 2015
ore 10:00/13:00 – 17:00/20:00

29 Marzo 2015
ore 10:00/13:00 – 14:00/19:00

www.5vie.it

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Le arti che decorano la vita

Una speciale lezione a cura di CorsiArte – Antiquaria Moderna Contemporanea

Le arti sono molte. Infinite. Tutto quello che accompagna il nostro vivere ne conosce espressioni. Tutto può essere arte: “Dal cucchiaio alla città”, come scrisse nel 1952 il celebre architetto milanese E.N. Rogers. Questa visione appare per la prima volta nell’“Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers” di Diderot e d’Alembert alla metà del Settecento, che descrive e illustra tutti i mestieri, mostrandone con straordinaria chiarezza razionale modelli e strumenti. La Corte francese protegge le Manifatture Nazionali e organizza le Expositions annuali per mostrare i modelli della più raffinata cultura artistica. Le arti applicate si diffondono in tutt’Europa e i maggiori artisti diventano padri del design.

Oggi le pubblicazioni fotografiche sono migliaia e Google ci permette di alimentare con una ricchezza incredibile la nostra cultura visiva. Si può trovare l’avanguardia coltissima, se ne possono vedere prodotti e tecniche, ma purtroppo si incontra anche produzione ordinaria, falsa nei materiali e nella tecnica, spesso grave inquinante del gusto commerciale. Ma oggi, qui, si vuole essere manifesta prova della propria intelligente cultura, della propria ricerca, del proprio risultato. Del proprio saper fare con ceramica, vetro, tessuti, metalli, legni…

Ed ecco un’occasione per percorrere insieme alla storica dell’arte Raffaella Ausenda un racconto visivo con esempi straordinari di opere di grandi maestri delle arti decorative, modelli vivi ancor oggi. In un contesto speciale: quello della storica SIAM, Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri, che tra i capolavori della propria Biblioteca vanta proprio un’edizione dell’Encyclopédie di Lucca 1758-1776, in esposizione durante le Giornate Europee dei Mestieri d’Arte.

sabato 28 Marzo 2015

alle ore 15:00

c/o SIAM-Società
d’Incoraggiamento
d’Arti e Mestieri
Via Santa Marta 18, Milano

www.CorsiArte.it

www.siam1838.it

 


Ad Dominum clamavi

La storia è ricca di compositori che hanno saputo anticipare l’evoluzione formale e stilistica della musica: maestri dotati di una visione che, avviata e compiuta nella loro opera, è diventata identità e slancio dei decenni a venire. Ad alcune di queste figure, e a testi di invocazione propri del periodo quaresimale, è rivolto il programma del 28 marzo 2015, ispirato – come le Giornate Europee dei Mestieri d’Arte – ai territori dell’innovazione. Hassler studiò a Venezia, assimilando il gusto e il nuovo stile di cui i Gabrieli davano eccezionale prova, e lo riportò in terra tedesca rielaborandolo sulla propria tradizione. Viadana utilizzò per primo il basso continuo in modo sistematico come sostegno alle voci, e la sua opera, che pur era iniziata in stile polifonico rinascimentale, fu ripresa da autori come Praetorius, Schütz, Schein e divenne base della diffusione dello stile concertato in terra tedesca. Kuhnau, predecessore di J. S. Bach alla Thomaskirche di Lipsia, caratterizzò le proprie cantate sacre di lirismo, figure retoriche e fughe. Il suo Tristis est anima mea è di tale impatto che Bach ne fece un mottetto-cantata per coro e strumenti. Alessandro Scarlatti, uno dei padri della “scuola napoletana”, ha tra i suoi numerosi meriti quello di aver contribuito alla definizione di un linguaggio agile e vario, che infine si risolverà nello stile mozartiano, in cui manifesta una padronanza eccezionale del contrappunto e della retorica musicale, oltre che la capacità di infondere grande profondità al discorso musicale. Mendelssohn è il più raffinato ponte tra stile classico e romantico: nelle sue opere infonde il razionale equilibrio dell’uno e la forza emotiva dell’altro. Brahms potrebbe rappresentare la sintesi romantica della musica occidentale dei tre secoli precedenti: la sua opera è infatti un insieme di sapienza polifonica e contrappuntistica, di geniale inventiva melodica e ritmica, di equilibrio tra novità e tradizione, di spirito romantico.

28 Marzo 2015
ore 21:00
Basilica di San Calimero Via San Calimero, Milano

www.harmoniacordis.it